Un Martina formato gigante piega il Real Forio con un 2-0 all’insegna del totale dominio territoriale e di una maturità disarmante. I biancazzurri mettono in cassaforte tre punti d’oro grazie alle firme del loro uomo simbolo, il capitano Mancini, e di un Cruz devastante, autentico incubo per la difesa campana per tutti i novanta minuti.
Il canovaccio della partita è chiaro fin dai primi battiti. Il Martina spinge, mentre il Real Forio prova ad arroccarsi. Dopo un avvio vivace guidato da Cruz — insidioso al 7′ con una conclusione dalla distanza e decisivo al 15′ quando salva sulla linea di porta un pallone velenoso sugli sviluppi di un corner — il match trova la svolta al minuto 28. Cross tagliato dalla sinistra di Silvestro, palla vagante in area e artigliata dal capitano Mancini: controllo rapido, spostamento sul sinistro e rasoterra chirurgico che spiazza il portiere per l’1-0.
Sulle ali dell’entusiasmo, i pugliesi stringono i tempi. Dieng al 34′ va vicino al raddoppio con una bella incornata di poco alta su angolo, mentre al 42′ la triangolazione d’alta scuola Fievez-Cruz-Resouf manda in estasi il pubblico, con la difesa ospite che si salva in affanno. Il primo tempo si chiude con il Martina letteralmente padrone del campo e un Real Forio chiuso nella propria metà campo a fare le barricate.
Nella ripresa la musica non cambia, anzi. Silvestro si trasforma in showman: al 56′ si vede negare il gol da un prodigio d’istinto di Santaniello con i piedi, e un minuto dopo fa gridare al gol l’intero stadio con una rovesciata da copertina sul cross di Resouf che esce di un soffio.
Il Real Forio prova a scuotersi con una serie di cambi e qualche folate offensiva (attento Colzani al 68′ a sventare un’incursione insidiosa), ma al 79′ il Martina cala il sipario con il suo uomo più ispirato. Mancini verticalizza con un tracciante perfetto per Cruz: l’attaccante parte palla al piede sulla destra, saltando l’uomo con una facilità disarmante, entra in area e trafigge il portiere con un diagonale rasoterra da applausi nell’angolino lontano.
Nel finale c’è tempo ancora per una punizione dal limite di Battista al 91′ che incoccia la parte alta della traversa e per una spizzata di testa di Diaw al 94′ fuori di un nulla. Al triplice fischio esplode la festa biancazzurra: prestazione solida, tre punti in cassaforte e un segnale chiarissimo inviato al campionato.
